Neonazi, maschilisti, violenti. Il gruppo russo “Stato di maschi” che cavalca la guerra di Putin

La Stampa · Jacopo Iacoboni ·

Chi sono i russi che ieri hanno scritto le e-mail di allarme bomba. Fuorilegge dal 2021, ma operano come braccio armato del regime

“Stato di maschi”, il gruppo estremista e violento russo che ieri ha provato a seminare il caos con una mail di minaccia - bomba su tre voli diretti in Italia, formalmente fu messo fuorilegge da un tribunale a Nizhny Novgorod, Russia, nel 2021. Un anno prima dell’invasione su larga scala di Putin all’Ucraina. Quando in Russia sei messo nella lista dei gruppi “estremisti”, la sorte di solito dovrebbe essere segnata: o vai in galera, o cadi da una finestra, o scappi all’estero. Invece, miracolosamente, “Stato di maschi” - Muzhskoye gosudarstvo – non solo ha incrementato la sua attività, ma è salito di livello. È diventato para-statuale. Se le minacce di ieri agli aerei europei fossero solo un falso allarme, o il tentativo di usare una operazione fatta da altri, il semplice fatto che a un gruppo di russi sia consentito seminare panico su una materia come la sicurezza aerea europea sarebbe impensabile senza un via libera dagli apparati russi. Guerra informativa. Perché è come se mettessi una firma: Russia. E se Mosca non gradisse di vedersi appioppata quella firma, “Stato di maschi” verrebbe fatto tacere prima ancora di cominciare a scrivere mail.

«L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso», hanno scritto. «Noi combattenti dello “Stato di maschi” con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre». Da anni questa gang russa estremista di razzisti, omofobi, misogini, ha alzato il tiro. Facendo tutti lavori sporchi, o di caos informativo, che facevano il gioco del Cremlino, e magari l’Fsb, il servizio segreto interno successore del Kgb, non voleva fare: tipo andare a minacciare donne senza neanche la parvenza di un motivo, dissidenti, o cittadini russi che avevano espresso opinioni pro Ucraina, o blogger che avevano un seguito nella sfera digitale e smontavano le ragioni della guerra all’Ucraina. “Stato di maschi” è diventata una delle varie polizie digitali informali pro guerra.

Il gruppo ha decine di migliaia di sostenitori digitali. E fanno infowar in almeno sei canali Telegram, che non li ha vietati affatto, come succede a chi davvero dà fastidio a Putin. Un numero di iscritti che oscilla tra i 60mila e gli 80mila, ovviamente non tutti disposti ad azioni paramilitari, ma un certo numero sì, spiega chi lo ha studiato, il collettivo investigativo di Bellingcat. Combattono contro tutto ciò che percepiscono come una minaccia per la Russia. Non si professano esplicitamente nazi, ma la sostanza quella è: sono un gruppo neonazi. Nei loro canali è accaduto che venissero pubblicati anche video che mostravano un combattente del gruppo mercenario Rusich – un’unità paramilitare russa neonazista – mentre faceva il saluto nazista. Il Cremlino, non sarebbe una novità, usa questi gruppi informali, così come si serve degli hooligan più violenti del calcio (la brigata Espanyola), anche al fronte.

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