Lidia Macchi, 29 coltellate e 39 anni senza giustizia: il mistero della scout uccisa a 20 anni
La Stampa · Lodovico Poletto ·
Il cadavere della studentessa universitaria, scomparsa il 5 gennaio 1987 dopo aver fatto visita a un’amica all’ospedale di Cittiglio, venne ritrovato in una zo…
Lidia era brava e giudiziosa. Lidia studiava Giurisprudenza a Milano. Lidia era una scout e faceva parte di Comunione e Liberazione. Lidia Macchi l’hanno ammazzata con 29 coltellate, in una stradina di campagna a Citteglio, 3 mila anime in provincia di Varese, sul lago Maggiore. Era il 1987, trentanove anni fa. E dopo tutto questo tempo non c’è ancora un colpevole.
Tutto inizia la sera del 5 gennaio quando Lidia lascia la casa di Varese e si reca a Citteglio con la Fiat Panda di famiglia. Va a trovare un’amica ricoverata in ospedale per un incidente. Le due giovani donne restano insieme un’ora, poi Lidia lei se ne va. Sono le 20 passate da poco. In quei minuti una donna affacciata ad una finestra dell’ospedale nota una berlina di colore bianco muoversi lentamente nel posteggio. Anche la Panda di Lidia avanza lentamente. Poi la berlina si ferma, e qualche istante dopo la Panda esce dal posteggio.
A casa di Lidia, intanto sono tutti preoccupati: sono quasi le 23 e lei non è ancora tornata. Vengono sentiti gli amici, ma nessuno sa nulla. La polizia si mobilita. Scattano le ricerche, che nelle prime 36 ore saranno infruttose.
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