Askatasuna, tra i violenti spunta “l’uomo della trave” che assaltò il Defender durante il G8

La Stampa · Giuseppe Legato ·

Il gip ha disposto il divieto di dimora per Massimiliano Monai che assaltò il mezzo dei carabinieri da cui un miltare sparò a Carlo Giuliani

Tra i 1500 travisati che avanzavano dietro 12 scudi artigianali per assaltare la polizia c’era anche Massimiliano Monai, 55 anni. Cappuccio nero, una maschera di uno dei personaggi di “Breaking Bad” e un casco bianco. Da ieri è uno dei 16 antagonisti raggiunti da una misura cautelare disposta dal gip Giulia Caveglia per la guerriglia avvenuta lo scorso 31 maggio in coda al corteo di solidarietà ad Askatasuna. Non potrà tornare a Torino, gli è stato notificato il divieto di dimora. Rimarrà a Genova dove è molto conosciuto essendo passato alla storia come "l'uomo della trave", mentre attaccava il defender da cui il carabiniere Mario Placanica sparò il colpo di pistola che uccise Carlo Giuliani.

Monai, si legge agli atti, “è un antagonista dell'area genovese e veniva individuato completamente travisato in corso Regina Margherita poco prima dell'inizio delle azioni violente per ritrovarlo ore dopo all'interno del blocco di manifestanti travisati e vestiti di scuro che avanzava dietro i 12 scudi artigianali in metallo verso lo schieramento delle Forze dell'Ordine” scrive il gip. “Indossa un jeans, un giubbino nero, una felpa nera con cappuccio”. Sebbene “non sia stato colto dalle telecamere nel compimento di specifici atti di violenza o di danneggiamento, ciò non toglie che il suo (e di altri) contributo concorsuale nella vicenda sia innegabile; L’indagato non può essere considerato mero connivente rispetto a coloro che sono stati ripresi nell'atto di commettere specifici episodi di violenza”. Motivo: “L'essersi travisato nel corso delle fasi più accese degli scontri e l'aver avanzato nel gruppo che si opponeva agli Agenti schierati dimostra, una piena adesione alle condotte di violenza materialmente attuate dai sodali”.

La sua vicenda processuale è nota come storici sono rimasti gli scatti fotografici che lo immortalano Il 20 luglio 2001, in piazza Alimonda, mentre assalta al fuoristrada dei Carabinieri poco prima che venisse colpito a morte Carlo Giuliani. Era l’uomo a torso nudo che danneggiava il mezzo con una trave di legno recuperata a terra. Il 30 agosto 2001 si presentò spontaneamente ai magistrati ammettendo le sue responsabilità nell'attacco al veicolo e descrivendo la forte tensione di quei momenti e nel dicembre 2002 fu posto agli arresti domiciliari. Le accuse principali nei suoi confronti nell'ambito del maxiprocesso ai manifestanti (i cosiddetti "25 no-global") furono di devastazione, saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Condannato in primo grado a cinque anni fu prosciolto in Appello, nel 2009, per intervenuta prescrizione. Per lui il gip di Torino ha disposto il divieto di dimora in città.

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