Imprese e Terzo settore alleati contro gli sprechi

Il Sole 24 Ore · Maria Carla De Cesari ·

Per l’onorevole Gadda la legge 166 incarna la responsabilità sociale. Intesa Sanpaolo impegnata a creare connessioni a favore dei territori

Imprese, banche, enti del Terzo settore: una collaborazione virtuosa - per una filantropia puntale e innovativa nel recupero delle eccedenze - dagli alimenti ai farmaci, dai tablet ai giocattoli - da destinare alle persone che ne hanno bisogno. Il sistema delle donazioni ora guarda oltre i comparti alimentare e farmaceutico , aprendo “nuove” prospettive per il recupero e la destinazione a fini solidaristici di beni ancora utilizzabili. Occorre però implementare l’alleanza tra profit e Terzo settore anche con piattaforme di collegamento intelligenti, in modo da gestire i beni deperibili e quelli strumentali che devono essere diretti a progetti puntuali e rendicontabili. Di questo si è parlato durante il convegno «Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese», promosso da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore. L’evento, ospitato nella Sala Convegni di Intesa Sanpaolo a Milano, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e del Terzo settore. Al confronto hanno contribuito le esperienze di Amazon Italia, Lidl, Granarolo, Gls, Banco Alimentare, Equoevento e Altroconsumo. Ospite d’onore il cantante Stash, frontman dei The Kolors, voce del video istituzionale di Fondazione Valore. Dopo la legge 166/2016 fino al 2025 sono state donate 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari, per un valore di 9,9 miliardi, a cui si aggiungono oltre 40 milioni di confezioni di farmaci recuperate, pari a 423 milioni. Si tratta dei dati di sintesi della ricerca condotta da Fondazione Terzjus e finanziata da Fondazione Cariplo. «La legge 166 - ha spiegato l’onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria della proposta - ha cambiato il vocabolario pubblico ma anche nelle aziende: non si parla più di spreco come problema, ma di eccedenze come risorsa da valorizzare. Quelle che si sono messe in campo, attraverso semplificazioni e vantaggi fiscali , sono soluzioni per chi produce, vende, somministra. La legge consente di realizzare a pieno e concretamente la responsabilità sociale delle imprese consentendo al contempo la risposta a bisogni sociali , la riduzione degli sprechi l’ottimizzazione dei costi e dei processi. La 166 promuove il lavoro in rete, dentro le aziende, tra ruoli e funzioni diverse, e con il mondo del Terzo settore». «Donare le eccedenze non significa soltanto evitare uno spreco, ma rimettere in circolo risorse ancora utili, generando valore economico e inclusione sociale. È in questa prospettiva Fondazione Valore - ha affermato il presidente Gabriele Sepio - ha messo a punto la piattaforma HUB 166 , pensata per facilitare l’incontro tra chi dispone di beni da donare e gli enti che possono trasformarli in risposte ai bisogni della collettività». Creare connessioni tra imprese, Terzo settore e territori , affinché la solidarietà si traduca in interventi concreti e duraturi a favore di chi è più fragile, è l’impegno ribadito da Intesa San Paolo, attraverso Paolo Bonassi, Chief social impact officer di Intesa Sanpaolo. Tutto nasce per Intesa - ha sottolineato Bonassi - «dalla scelta di fare dell’impegno sociale una componente etica e strategica del suo ruolo». Secondo la ricerca di Terzjus - che ha coinvolto finora 623 enti del Terzo settore - gran parte delle donazioni proviene dalle aziende . Per gli enti occorre però lavorare per ampliare le donazioni, con opera di comunicazione ed educazione sulle opportunità offerte dalla legge 166. Quasi la metà degli enti segnala poi la necessità di hub locali di stoccaggio e il 36,5% auspica meccanismi che favoriscano la donazione di servizi logistici da parte delle imprese. Dunque, occorre agire sulle filiere, come hanno messo in evidenza anche le imprese che hanno testimoniato il loro impegno, che molto spesso è nato su sollecitazione dei dipendenti . «La ricerca, ancora in corso e realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo, rende visibile una rete di enti spesso piccoli, fortemente radicati nelle comunità e sostenuti in larga misura dal volontariato , che ogni giorno trasforma beni destinati allo spreco in aiuti concreti per le persone più fragili. Il fatto che più della metà delle organizzazioni abbia iniziato questa attività dopo il 2016 - ha concluso Luigi Bobba, presidente di Terzjus - mostra quanto la cultura del recupero e della donazione sia cresciuta nell’ultimo decennio. La sfida ora è consolidare questa rete, investendo nella formazione, negli strumenti digitali , nelle campagne di informazione sulla legge antispreco e nella collaborazione tra Terzo settore, imprese e istituzioni».

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