Congresso Usa, cosa possono (e non possono) fare ora i democratici

Corriere della Sera · Andrea Marinelli ·

Dopo la riconquista di Camera e Senato, i dem preparano le inchieste su corruzione, Ice, guerra in Iran ed Elon Musk. Ma il loro raggio d’azione resterà limitato

Dopo la riconquista di Camera e Senato, i dem preparano le inchieste su corruzione, Ice, guerra in Iran ed Elon Musk. Ma il loro raggio d’azione resterà limitato

«Trovati un buon avvocato», ha postato sui social con lo spoglio ancora in corsa il deputato democratico della California Gabriel Garcia riferendosi a Donald Trump, e chiarendo così le intenzioni dei democratici dopo aver riconquistato la maggioranza di Camera e Senato. Il nuovo Congresso che si insedierà il 3 gennaio potrà infatti avviare indagini sulla corruzione del presidente e del suo clan, ma anche sulle politiche più controverse dell’amministrazione. In particolare, i democratici puntano ad aprire inchieste sulla stretta immigratoria — dai banchi dell’opposizione avevano denunciato centinaia di abusi dell’Ice — e sulla guerra in Iran, per la quale il presidente avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione al Parlamento.

La vendetta democratica si concentrerà in particolare sulla gestione del Pentagono — con il segretario alla Guerra Pete Hegseth, già nel mirino dei repubblicani, che potrebbe non arrivare alla festa del Ringraziamento — e sul costo che il conflitto con il regime degli ayatollah ha avuto per i contribuenti americani. I democratici proveranno a limitare la politica estera muscolare di Trump, più difficile sarà influenzarne quella commerciale, a cominciare dai dazi: per superare il veto presidenziale servono infatti i due terzi dei voti in entrambe le camere, e difficilmente troveranno quelli mancanti fra i repubblicani. La nuova maggioranza però avrà un’arma per strappare concessioni al presidente, in particolare per eliminare i tagli alla sanità: nel 2027 dovranno rinegoziare un accordo sul tetto del debito e potranno minacciare uno shutdown del governo.

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