La mail di minaccia partita da una donna di Bogotà e il giallo della firma dello «Stato maschile» russo
Corriere della Sera · Rinaldo Frignani ·
La prima segnalazione arrivata da una donna, il sospetto che qualcuno abbia usato la sigla del gruppo razzista e misogino condannato dai giudici russi. Indagini anche sugli hacker «Noname» e «Z-Pentest»
La prima segnalazione arrivata da una donna, il sospetto che qualcuno abbia usato la sigla del gruppo razzista e misogino condannato dai giudici russi. Indagini anche sugli hacker «Noname» e «Z-Pentest»
Un profilo sospetto intestato a una donna colombiana che dovrebbe lavorare nel settore amministrativo di un’azienda sanitaria di Bogotà, in Colombia, per annunciare via mail all’alba di ieri la presenza di bombe a bordo di aerei in arrivo al «Leonardo da Vinci» di Fiumicino. Ordigni piazzati da un sedicente gruppo eversivo — i «Combattenti dello Stato maschile» — pronti a colpire «il vostro regime femminista». Un controsenso — o una provocazione, a seconda dei casi — alla base della minaccia che ieri, per la terza volta questa settimana, ha fatto scattare l’allarme aereo anche in Italia oltre che in altri Paesi europei.
La traduzione automatica e gli errori in italiano
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