Borsa: Europa apre in calo con occhi sui tech, a Milano (-1,2%) in coda Nexi
Il Sole 24 Ore ·
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Europa inizia in rosso l’ultima seduta della settimana, in scia ai ribassi dell’Asia, con Seul e Tokyo in calo di circa ...
2' di lettura
2' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Europa inizia in rosso l’ultima seduta della settimana, in scia ai ribassi dell’Asia, con Seul e Tokyo in calo di circa 6 punti e il Nikkei entrato in bear market (-20% dai massimi di giugno). Continua l’onda lunga della giornata nera del Nasdaq, alla vigilia in calo più del 5% con il passivo dai massimi del 6 ottobre a -15% e circa 2.500 miliardi di dollari di valore di mercato complessivo bruciato. Anche se i future di Wall Street al momento indicano un tentativo di recupero (quelli del Nasdaq +0,9%), restano forti i timori sul futuro dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale innescati dalla vittoria dei democratici negli Stati Uniti (potrebbero introdurre controlli più severi, specie per lo sviluppo di data center). Così Milano cede l’1,2%, dopo il -1,7% delle prime battute, Parigi l’1,5%, Francoforte l’1,7%, Amsterdam l’1,43%, Madrid lo 0,9% e Londra l’1,4%. I riflettori saranno puntati ancora sugli Stati Uniti, dove sono in arrivo i dati sull’occupazione americana e sulla fiducia dei consumatori (indice dell’Università del Michigan). Sull’azionario milanese, l’indice principale è quasi tutto in rosso con l’eccezione di Leonardo (+0,7%), Buzzi (+0,19%) e Technoprobe (+0,2% dopo lo scivolone della vigilia con i tech). In coda Nexi (-3,3%) e Banco Bpm (-1,78%), all’indomani dei conti, ma scendono anche Amplifon (-2,4%) e Saipem (-2,35%). Sotto i riflettori Mps (-0,38%), che ha visto salire l’utile del terzo trimestre e ha fatto sapere che prosegue la valutazione dell’Opas volontaria lanciata da Intesa Sanpaolo (-1,26%). Tra l’altro, su Intesa Citi ha riavviato la copertura con ’buy’ e target price di 7,18 euro. Intanto, i prezzi del petrolio rallentano dopo i rialzi delle ore precedenti, avviandosi a chiudere una settimana volatile, mentre le tensioni in Medio Oriente rimangono elevate, con l’Arabia Saudita che ha emesso allerte di potenziale pericolo a Yanbu, centro di esportazione petrolifera sul Mar Rosso. Così il Wti scadenza dicembre cede lo 0,27% a 90,28 dollari al barile, il Brent gennaio dello 0,35% a 97,93 dollari. Il gas naturale scambiato ad Amsterdam cede lo 0,17% a 90,52 euro al megawattora. Sul valutario, il dollaro si è rafforzato rispetto alle principali valute, ma il calo della propensione al rischio potrebbe pesare sul sentiment: l’euro/dollaro è a 1,118 (da 1,1217 alla chiusura precedente), il dollaro/yen a 158,04 (da 157,653) e l’euro/yen a 176,73 (da 176,838). Infine spread in rialzo a 110 punti, dai 109 del closing precedente, con il rendimento decennale al 4,32% dal 4,34% della vigilia.
Read the full story at Il Sole 24 Ore · All coverage of this story