L'Europa davanti agli allarmi aerei, gli Usa al bivio sulla guerra
Corriere della Sera · Anna Momigliano, Viviana Mazza, Marco Bruna, Redazione online, Guido Olimpio, Redazione esteri, Giuseppe beneni, Leonard Berberi, Guido Santevecchi, Stefano Montefiori, Alessandra Muglia ·
Buongiorno, Per l'Europa la giornata è iniziata con allarmi bomba su diversi aerei, inclusi due diretti a Roma, da Helsinki e Dublino. I caccia francesi e italiani hanno scortato i
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| | | | 4. Taccuino mediorientale \| A Washington avanza il fronte anti-guerra | | | | | | | | Iran-Usa. La diplomazia, secondo l’interpretazione di alcuni osservatori, riprende con maggiore intensità «grazie» anche alla sconfitta elettorale di Donald Trump. Il partito antiguerra rappresentato dal vicepresidente Vance è all’offensiva, preme sulla Casa Bianca per trovare alternative mentre a Washington c’è chi ritiene possibile il licenziamento del segretario alla Difesa Pete Hegseth. I mediatori intensificano i contatti tra telefonate e colloqui dietro le quinte. Tutto ciò, però, non significa che l’opzione militare sia passata in secondo piano. Teheran, da parte sua, non abbassa per niente i toni. Anzi. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le speculazioni su una possibile fatwa della Guida Khamenei che autorizzerebbe lo sviluppo dell’arma atomica. Sembra quasi che una parte del regime, convinta delle difficoltà/incertezze di Trump, lo voglia provocare in ogni modo.Interessante, intanto, l’annuncio della Sud Corea che ha deciso di inviare nella regione un aereo ricognitore, un cacciatorpediniere (attualmente schierato in missione nel Mar Rosso) ed un team di sminatori. Fino ad oggi Seul aveva mantenuto una posizione di distanza. Un poster con l'immagine della Guida Suprema Mojtaba Khamenei: potrebbe emettere una fatwa sulla bomba atomica Yemen. Secondo il Wall Street Journal il movimento filoiraniano Houthi ha chiesto all’Arabia Saudita 51 miliardi di dollari. La somma gigantesca serve per coprire anni di blocco e distruzioni. I militanti hanno presentato il conto dopo una richiesta da parte di Riad di trovare una soluzione alla crisi. La mossa sottolinea come la fazione appoggiata da Teheran ritenga di avere le leve necessarie per imporre ciò che vuole agli avversari. Israele. Il direttore del Mossad, Roman Gofman, ha deciso di cambiare il capo di Cesarea, la «divisione» che si occupa delle operazioni speciali. Di solito è una figura che, vista l’importanza del settore, resta in carica dai quattro ai sei anni. Haaretz ricorda che si tratta del terzo funzionario di alto livello rimosso in pochi mesi. Gofman ha affidato il comando di Cesarea ad un ufficiale di esperienza ma anche di sua fiducia. In poche parole, è un suo fedelissimo. | | | | | | | |
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