Napoli, sconti sui biglietti delle partite in cambio di voti a scuola. La preside: “È un reato”

La Stampa · Elisa Forte ·

Nella circolare la dirigente invita gli studenti a votare secondo coscienza e annuncia denunce e sanzioni disciplinari se saranno accertate responsabilità

Quando una preferenza elettorale diventa merce di scambio, l’elezione tra i banchi smette di essere un esercizio di democrazia: è il rischio denunciato dalla dirigente del liceo Vittorini di Napoli, dopo le segnalazioni di promesse di sconti sui biglietti per le partite di calcio in cambio di voti. La circolare di Domenica Mascagna richiama al significato più profondo della rappresentanza: una scelta non si compra, il consenso non si baratta e rappresentare i compagni significa assumersi una responsabilità, non distribuire favori.

Siamo in via Domenico Fontana 172, tra Vomero e Arenella, nella Napoli collinare. Il Vittorini è un liceo statale a indirizzo scientifico e linguistico, una comunità di 1.291 studenti distribuiti in 56 classi, dove l'elezione dei rappresentanti costituisce un passaggio concreto di partecipazione alla vita dell’istituto. È a questa comunità che la preside Mascagna indirizza la sua comunicazione, rivolta a studentesse, studenti, famiglie, commissione elettorale e Consiglio d'istituto.

L'oggetto non lascia spazio ad ambiguità: «Possibile voto di scambio per le elezioni dei rappresentanti degli studenti». La dirigente spiega che «è giunta notizia di illecita attività di propaganda elettorale». E porta un esempio molto concreto: «Se mi eleggerete vi farò uno sconto per partecipare alle partite di campionato di calcio organizzate al di fuori della scuola». Una promessa che sposta il terreno della competizione: non più il confronto tra idee e capacità di rappresentanza, ma lo scambio tra una preferenza e un vantaggio personale.

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