Borsa: Europa in calo a metà seduta, ma Nasdaq si avvia verso un rimbalzo
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il tentativo di rimbalzo dei tecnologici dopo la giornata nera di ieri, e il Nasdaq che va verso un avvio positivo a Wall ...
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il tentativo di rimbalzo dei tecnologici dopo la giornata nera di ieri, e il Nasdaq che va verso un avvio positivo a Wall Street (+1,35% i future dell’indice), non bastano a sostenere le Borse europee. Le piazze del Vecchio Continente alla soglia di metà giornata viaggiano in ribasso, come del resto fanno fin dalle prime battute: Milano cede l’1,3% e torna sotto quota 50.000 punti, Parigi arretra dell’1,77%, Francoforte del 2,3% e Londra del 2,2%. Giù anche Amsterdam (-1,39%) e Madrid (-1,37%). Per una parte degli analisti il recupero odierno dei tecnologici (anche a Milano Technoprobe e St salgono di 2,5 punti, Prysmian dell’1,4%) è tecnico, mentre restano i dubbi sul futuro dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale innescati dalla vittoria dei democratici negli Stati Uniti (potrebbero introdurre controlli più severi, specie per lo sviluppo di data center). Gli analisti ritengono che la volatilità dei mercati potrà persistere almeno fino a gennaio, quando potrebbe esserci maggiore chiarezza sull’approccio dei democratici alle politiche in materia di AI. Nel frattempo, l’attenzione torna sul fronte macroeconomico, con l’attesa per i dati sul lavoro e sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti. Sull’azionario milanese, oltre ai tech, si mettono in luce Tenaris (+1,63%), all’indomani dei conti promossi dagli analisti e in scia ai nuovi contratti ottenuti per forniture per lo sviluppo del giacimento di gas Cronos a Cipro, e Amplifon (+1,45%), dopo l’autorizzazione della Commissione europea all’acquisizione del business hearing di GN. In coda Nexi (-3,7%), all’indomani dei conti, Generali (-3,1%) e Banco Bpm (-2,57%). Sotto i riflettori Mps (-0,98%), che ha visto salire l’utile del terzo trimestre e ha fatto sapere che prosegue la valutazione dell’Opas volontaria lanciata da Intesa Sanpaolo (-1,6%). Tra l’altro, su Intesa Citi ha riavviato la copertura con ’buy’ e target price di 7,18 euro. Intanto, i prezzi del petrolio tornano a salire, avviandosi a chiudere una settimana volatile: il Wti scadenza dicembre sale dello 0,49% a 90,96 dollari al barile, il Brent gennaio dello 0,56% a 98,84 dollari. Il gas naturale scambiato ad Amsterdam cede il 2,5% a 88,4 euro al megawattora. Sul valutario, il dollaro si è rafforzato rispetto alle principali valute, ma il calo della propensione al rischio potrebbe pesare sul sentiment: l’euro/dollaro è a 1,1177 (1,118 in avvio, da 1,1217 alla chiusura precedente), il dollaro/yen a 158,24 (158,04, da 157,653) e l’euro/yen a 176,86 (176,73, da 176,838). Infine spread in rialzo a 110 punti, dai 109 del closing precedente, con il rendimento decennale al 4,32% dal 4,34% della vigilia.
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