Dazi, dopo la sconfitta di Trump gli Usa cambieranno rotta? Il vino italiano spera nella svolta
La Stampa · Paolo Baroni ·
Nei primi 8 mesi crollo verticale delle importazioni dei nostri prodotti e inflazione Usa in forte aumento. Federvini: «Un danno anche per la loro economia, ut…
E adesso, dopo lo tsunami delle elezioni di midterm, è possibile che l’amministrazione Usa riveda le sue politiche in campo economico? Federvini guarda ai dazi, che tanti problemi hanno creato alle aziende italiane e che, com’era prevedibile, più che servire a difendere le produzioni a stelle e strisce hanno contribuito a far impennare l’inflazione americana. Che a partire da Trump è una delle ragioni della clamorosa sconfitta dei repubblicani.
La Federazione aveva già messo in guardia sulle conseguenze dei dazi, sottolineando come a pagarne il prezzo sarebbero stati non solo gli esportatori europei, ma anche i consumatori americani. Una posizione oggi condivisa anche da Discus l’associazione statunitense degli spiriti, che è tornata a chiedere dazi zero.
A questo punto è possibile immaginare un ripensamento da parte degli Usa? «Al momento notizie ufficiali non ce ne sono – spiega Chiara Soldati, presidente del Comitato sostenibilità di Federvini – e poi bisogna ricordare che se anche il Congresso ora è controllato dai democratici il presidente Trump ha pur sempre il diritto di veto puntando a confermare le sue scelte. Quello che auspichiamo e immaginiamo è che ci possa essere un atteggiamento di distensione nei rapporti bilaterali tra Stati Uniti ed Europa, ed in particolare con l’Italia, e quindi una politica economica più equilibrata».
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