Omar Pedrini riapre le porte dell’El Topo Grand Hotel: venticinque anni dopo il viaggio continua
La Stampa · Luca Dondoni ·
Torna in edizione limitata e numerata uno degli album più ambiziosi dei Timoria, con materiali inediti e un’anteprima del fumetto in arrivo nel 2027. L’11 nove…
Ci sono dischi che fotografano un’epoca e altri che costruiscono un mondo. El Topo Grand Hotel, pubblicato dai Timoria nel febbraio del 2001, appartiene alla seconda categoria. Il suo venticinquesimo anniversario non è quindi soltanto un’occasione per celebrare il passato, ma anche per riscoprire uno dei progetti più ambiziosi del rock italiano. Il 6 novembre arriva una nuova edizione speciale, limitata e numerata, dell’album, fortemente voluta da Omar Pedrini, anima e guida della band bresciana che ha segnato una stagione importante della musica italiana.
A distanza di un quarto di secolo, El Topo Grand Hotel conserva il fascino di un’opera fuori dagli schemi. Era il seguito ideale del viaggio iniziato con Viaggio Senza Vento, una nuova tappa del percorso di Joe, il personaggio immaginario attraverso cui i Timoria raccontavano inquietudini, sogni e desideri di libertà. Un disco che attraversava geografie reali e mentali, dall’Italia ad Amsterdam fino al deserto del Messico, popolato da riferimenti e figure apparentemente lontani tra loro: Ugo Tognazzi, Vincent Gallo, Robin Williams nei panni di Mork, il sassofonista James Thompson, la cultura beat e le suggestioni di Carlos Castaneda.
Fu anche uno dei momenti più importanti nella carriera della band. Trainato dal successo di Sole Spento, brano ispirato alla drammatica vicenda di un amico di Pedrini finito in carcere, l’album conquistò il disco d’oro e riportò i Timoria al centro della scena rock nazionale. Nello stesso anno il gruppo aprì il concerto degli U2 allo Stadio delle Alpi di Torino, uno dei riconoscimenti più significativi del percorso della formazione bresciana.
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