La sfida tra cultura e ignoranza, Parma e la destra sulla remigrazione

La Stampa · Francesca Schianchi ·

Lo storico dell’arte di fama internazionale Quintavalle: «La paura del diverso risale alla notte dei tempi. Ma spero che la città risponda mobilitandosi nella …

«C’è sempre qualcuno più a Sud con cui prendersela…», sospira Arturo Carlo Quintavalle. Medievista di fama internazionale, per decenni docente di storia dell’arte vanto e terrore (degli studenti) dell’Università di Parma, nome tanto autorevole della cultura cittadina da aver meritato una festa organizzata per lui nientemeno che al prestigioso Teatro Regio nel maggio scorso per i suoi 90 anni, guarda con sconforto alla manifestazione pro-remigrazione annunciata nel cuore della sua città. «Mio padre era napoletano, il padre di mia moglie anche: entrambi erano definiti terroni. Poi si sono integrati perfettamente. Ora ce la si prende con qualcuno più a Sud…».

Il comitato Remigrazione e riconquista, consorzio di quattro forze di ultradestra che vanno dai fascisti del Terzo Millennio di CasaPound Italia al Veneto Fronte Skinheads, ha scelto la città emiliana per riportare in voga il proprio slogan, in un corteo il prossimo 14 novembre. Una scelta calcolata, per cercare di parlare alla pancia di una città in cui la presenza di abitanti stranieri è più alta della media nazionale: 36mila su 202mila residenti. Cittadini integrati che, con il loro lavoro, sostengono l’economia locale, dice il sindaco Michele Guerra. Una minaccia da cui difendere la città, rispondono i remigratori, che sperano di partire dalla pianura Padana per una tournée di cortei in giro per l’Italia, sempre sullo stesso tema.

«Disprezzo profondamente la tesi della remigrazione e i suoi teorici», commenta Quintavalle, «da medievista trovo che sia una proposta ridicola e incivile, frutto di ignoranza e superficialità. L’Italia storicamente è un Paese di migranti e di immigrati, di gente che è partita da qui per girare il mondo e altra che è arrivata. È la storia del nostro Paese».

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