“Per Musk è la fine dell’impunità. La sinistra non si faccia intimidire”

La Stampa · Francesco Rigatelli ·

Il nuovo libro della saggista con Astra Taylor: «Thiel, Altman e Zuckerberg si credono degli dei»

«La vera battaglia comincia adesso. I democratici non dovranno farsi mettere sotto dai tecnocrati, ma chiamarli a rispondere. Gli americani hanno dato loro questo mandato». La saggista canadese Naomi Klein, 56 anni, a 29 pubblicò il bestseller No logo sul lato oscuro della globalizzazione e dopo molti altri libri ora, con la collega Astra Taylor, ha scritto Il nuovo fascismo e la lotta per il mondo in cui vivremo (La nave di Teseo) sulla deriva messianica, tecnocratica ed etnonazionalista dell’estrema destra altrettanto globale.

Nel libro sostenete che guerre e crisi economiche e ambientali sono diventate strumenti per consolidare il potere delle nuove élite, è così?

«Le crisi attuali sono radicali e questo fa sì che le persone si sensibilizzino. Non sono una novità assoluta, ma è particolare che avvengano su scala globale. Pensiamo alla minaccia nucleare o all’Ai per esempio. La paura legittima delle persone è dovuta a nuovi fattori descritti come ineluttabili. Un fascismo imposto da una classe di tecnocrati come Elon Musk per cui oligarchia, tecnologia, salute, ambiente e immigrazione sono collegati».

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