Sanremo, gli spoiler, la satira e l’Ariston troppo piccolo: lo studente De Martino ha studiato

La Stampa · Paola Italiano ·

Il direttore artistico: «Paola Iezzi è bravissima, ma non condurrà il ControFestival»

Quando aveva ereditato il Festival aveva giurato che prima di toccare Sanremo si sarebbe messo a studiare. Con la coscienziosità di uno che, trovandosi all'improvviso le chiavi dell'Ariston in mano, avesse deciso di passare l'estate sui libri. E a giudicare da come parla oggi del suo Festival, Stefano De Martino ha tutta l'aria dello studente che si presenta all'interrogazione con gli appunti evidenziati e la smania di far sapere al professore che, sì, ha studiato.

Si sente soprattutto da come racconta le novità, presentate sempre come tasselli di una riflessione (molto ecumenica) sulla storia della manifestazione. Il rispetto delle consuetudini: «È bello portare avanti le tradizioni». La tentazione di aggiungerne di nuove: la serata Eurovision, che nelle intenzioni del direttore artistico dovrà trasformare il venerdì in una festa della performance, dei visual e delle coreografie: è la serata cover che si allarga, solo che la cover gli artisti se la fanno da soli del loro pezzo in gara.

«L'abbiamo capito: poteva esserci spazio per una nuova serata, che non ha precedenti nella storia del Festival. Magari stiamo battezzando una nuova tradizione», spiega. Frase che tra le tante professioni di modestia nasconde il sogno di gloria di battezzare novità che diventano storia: roba da Pippo Baudo, ambizione pura.

Read the full story at La Stampa · All coverage of this story