Monete da collezione: la «Prova oro» dei marescialli d’Italia accende l’asta con un valore di 200 mila franchi

Corriere della Sera · Umberto Reano ·

Nella vendita di Numismatica Ars Classica, le 20 lire del 1928 per celebrare il decennale della vittoria. Destinata inizialmente a Vittorio Emanuele III, ai marescialli d’Italia e altri dignitari dello Stato, fu riprodotta in pochi esemplari

Nella vendita di Numismatica Ars Classica, le 20 lire del 1928 per celebrare il decennale della vittoria. Destinata inizialmente a Vittorio Emanuele III, ai marescialli d’Italia e altri dignitari dello Stato, fu riprodotta in pochi esemplari

Denominate dei marescialli d’Italia, destinatari assieme a Vittorio Emanuele III e altri dignitari dello Stato quale preziosa ed esclusiva regalia realizzata nel decennale della Vittoria del 1918, a ben vedere le 20 lire del 1928 non sono una moneta vera e propria, bensì, come indica la scritta incisa a destra, un «Oro prova». Ma proprio per la sua lillipuziana produzione effettuata in tutta segretezza dalla Zecca attingendo, forse, dall’oro donato alla patria, è contesissima. Nac (www.arsclassicacoins.com) nell’incanto di giovedì 19 novembre propone il conio pesante 32,25 grammi con l’immagine del re numismatico a testa elmata e al rovescio la virile scritta: «meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora», attribuita a un fante del Piave e collocata accanto al fascio con testa leonina, a partire da 200 mila franchi.

All’incanto

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