Rubio pronto a dimettersi. Parte il duello con Vance per le presidenziali del 2028

La Stampa · Maurizio Molinari ·

Il Segretario di Stato sfida il vicepresidente. E Trump non ha ancora deciso

NEW YORK. La disfatta di Midterm innesca fra i repubblicani la corsa alla successione di Donald Trump: The Independent rivela che Marco Rubio si prepara a lasciare il Dipartimento di Stato e l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale per puntare alla nomination del 2028, sfidando il vicepresidente JD Vance. Il quotidiano britannico cita fonti del partito e del governo di Londra: l’uscita era attesa già prima del voto ma il risultato-choc l’ha resa imminente perché la sconfitta dei Make America Great Again obbliga i repubblicani a cercare alternative fra i conservatori tradizionali, per evitare di perdere la Casa Bianca. «È lui il candidato di punta in questo momento», assicura una fonte a lui vicina. Un’altra prevede una fuga più ampia: «Saranno quattro o cinque ad andare via dall’amministrazione» per non restare a bordo quando il Congresso democratico, dal 3 gennaio, darà battaglia.

Conferme non ce ne sono. La Casa Bianca parla di «teorie del complotto» e il Dipartimento di Stato di una «notizia falsa costruita su fonti anonime inventate». Ma a Washington le voci vengono prese molto sul serio. A settembre Rubio aveva detto: «Se JD Vance si candida, sarà il nostro candidato». Midterm, però, ha stravolto lo scenario. I democratici hanno conquistato Camera e Senato, strappando sette seggi senatoriali, compreso quello del Texas, la roccaforte. L’Ohio di Vance è stato il simbolo della disfatta: Sherrod Brown ha sconfitto il senatore Jon Husted e Amy Acton ha battuto Vivek Ramaswamy, che il vicepresidente aveva difeso fino all’ultimo. La Florida di Rubio ha invece retto, sia pure di misura.

Forse non a caso Vance ha reagito per primo: «Il motivo per cui abbiamo perso è la guerra». Delle quattro cause elencate, tre chiamano in causa la politica estera del presidente, ovvero le scelte sostenute da Rubio. Trump ha concesso che la tesi sia «in parte» vera ma attribuendo più responsabilità al prezzo della benzina e ribadendo che rifarebbe «tutto». Dunque, ha confermato la fiducia a Rubio, mentre Abdul El-Sayed, eletto senatore in Michigan, beffeggiava Vance definendolo habibi, “tesoro” in arabo.

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