Meloni a Eicma: “Voi non vedete l’ora di levarmi dalle… ma io sto lavorando”
La Stampa · Francesca Del Vecchio ·
La premier tra le Ducati e la Vespa 50 per neutralizzare Vannacci
«Voi non vedete l’ora di levarmi dalle... come si dice... Avete questa fissazione di quando si voterà, ma io sto lavorando». La strategia pre-elettorale di Giorgia Meloni, arrivata un po’ a sorpresa alla fiera delle due ruote a Milano, sta tutta in questa frase consegnata ai giornalisti mentre la presidente del Consiglio fa visita agli stand nei padiglioni di Eicma: tenere sulla corda gli avversari e pure gli alleati (o potenziali tali, citofonare Roberto Vannacci). Perché se è vero che per tutti è iniziata la campagna elettorale che porterà alle politiche del prossimo anno, è vero anche che la leader di FdI non vuole concedere troppe certezze a chi dovrà sfidarla, a partire dalla data del voto. Così, mentre aspetta che il fenomeno del generale si sgonfi (i sondaggi vedono Futuro Nazionale in calo da qualche settimana) e che il terremoto nella Lega si plachi, la premier è impegnata a presidiare quei luoghi che, come ha detto «fanno parte del racconto del Made in Italy». E quindi non solo imprese - solo un mesetto fa la visita alla Beretta di Brescia - ma, appunto, fiere e festival disseminati su tutto il territorio italiano. «Penso che valga la pena venire per portare l'attenzione delle istituzioni a un mondo che ci regala grandi soddisfazioni», dice Meloni accompagnata dall'europarlamentare Carlo Fidanza davanti all'amministratore delegato di Eicma Paolo Magri, al presidente Pietro Meda e al presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti.
A dire la verità, su Eicma la premier è arrivata dopo Matteo Salvini ma soprattutto dopo Vannacci che martedì pomeriggio aveva debuttato tra gli stand della Fiera di Rho a caccia di brand nostrani. Sarà anche per questo che il tour della premier è iniziato dall'ingresso principale e ha fatto tappa direttamente a casa Ducati, Piaggio, Aprilia per poi proseguire verso il corner dell'Esercito. Motivo in più, nel racconto nazionalista della premier, per ribadire che «è giusto che la fiera resti in Italia».
Non è mancata l'occasione anche per alcuni passaggi politici, a partire da una rassicurazione sul caro carburante, dossier su cui, assicura, «sto lavorando come su poche altre cose». E anche sul tema Ucraina: Meloni ha colto l'occasione per far sapere che il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha risposto alla lettera in cui la premier chiedeva che su Kiev l'Ue si esprima con una sola voce: «Mi ha detto che avrebbe trovato lo spazio nel Consiglio europeo informale di Dublino per questa discussione - dice la premier ai cronisti - aggiungendo che «nella sua lettera, Costa ha ribadito di comprendere e condividere la necessità di aprire questo dibattito. Penso quindi che abbiamo posto una questione pragmatica e confidiamo che si possa trovare una soluzione».
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