Addio a Nadia Santini, la cuoca umanista, prima chef donna in Italia ad aver ottenuto le tre stelle Michelin: «Il cibo è gentilezza»

Corriere della Sera · Alessandra Dal Monte ·

Scomparsa a 72 anni, sosteneva che il segreto di un ristorante fosse «essere felici di accogliere le persone che a noi si affidano e di noi si fidano»

Scomparsa a 72 anni, sosteneva che il segreto di un ristorante fosse «essere felici di accogliere le persone che a noi si affidano e di noi si fidano»

La chiamavano «la chef umanista». Anzi, la cuoca: la parola chef a Nadia Santini non è mai piaciuta. Umanista perché credeva nella cucina come connessione tra le persone, non come palcoscenico, e nel ristorante come «luogo in cui, oltre a mangiare, si può cogliere il positivo della vita». Nadia Santini aveva le idee chiare: «Da noi non viene chi cerca l’avanguardia, ma chi vuole il romanticismo». Con la semplicità calda e accogliente dei tortelli di zucca, con la creatività applicata con amore alle materie prime del territorio, Santini è stata la prima chef donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, nel 1996, al ristorante «Dal Pescatore» di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio (Mantova). E nel 2013 è stata proclamata miglior chef donna del mondo secondo i World’s 50 Best Restaurants.

Nadia Cavaliere in Santini, originaria di San Pietro Mussolino (Vicenza), è scomparsa ieri, a 72 anni, con il marito Antonio e i figli Giovanni e Alberto accanto. Un «passaggio sereno», lo ha definito Antonio, titolare con lei del tre stelle Michelin più longevo d’Italia (trent’anni senza interruzioni). Nadia era malata da 12 anni, ma non lo aveva mai raccontato: «Non voleva che il mondo, già pieno di problemi, si dovesse far carico anche del suo», spiega, commosso, il marito. Un tumore al seno guarito e poi tornato più volte. Fino all’ultima, fatale. «Ringrazio i medici della Poliambulanza di Brescia, che in questi anni sono stati bravissimi», precisa.

Read the full story at Corriere della Sera · All coverage of this story